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    October 04

    Deserto d'ossa

    Sinceramente odio quella domanda modello che si pone quando si vede una persona dopo tanto o poco tempo, cioè "come va?". Non mi piace perchè mi sembra che lo si chieda semplicemente per far dire qualcosa, per occupare di parole inutili quello che verrebbe considerato un silenzio imbarazzante (perchè dovrebbe essere imbarazzante, poi, il silenzio? Perchè non accettarlo come pausa, come riflessione, come compagno?).
     
    Voi direte che è un modo per introdurre un discorso, per rompere il ghiaccio. Giusto, da lì posso arrivare alle mie malattie infantili o alla prima volta che sono stato interrogato alla cattedra o al primo vaffanculo o alla serie di pestaggi subiti o alla noia leopardiana o alla musica di Knopfler o...
     
    Quello che non mi piace è che sia diventata una sorta di passaggio (più correttamente incipit) obbligatorio di qualsiasi discussione, debba essa riguardare i funerali di Tizio o la festa da Caio o l'esame di Diritto del lavoro. E' una sofferenza per me dover rispondere "bene bene grazie tu?" (il più delle volte non lo chiedo, ma succede che la forma modifichi la sostanza. Intendo il lavaggio del cervello) ricevendo come risposta un convinto "tutto a posto", per poi cadere nel famoso silenzio imbarazzante (eccolo qui! Perchè è qui che ti accorgi di non avere nulla da dire, spesso. L'imbarazzo sta nella volontà di coprire un vuoto che si cerca di nascondere. Fra chi è consapevole l'imbarazzo non nasce mai, o quasi...).
     
    Volete sapere come sto? Non domandatemelo mai.