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    October 04

    Deserto d'ossa

    Sinceramente odio quella domanda modello che si pone quando si vede una persona dopo tanto o poco tempo, cioè "come va?". Non mi piace perchè mi sembra che lo si chieda semplicemente per far dire qualcosa, per occupare di parole inutili quello che verrebbe considerato un silenzio imbarazzante (perchè dovrebbe essere imbarazzante, poi, il silenzio? Perchè non accettarlo come pausa, come riflessione, come compagno?).
     
    Voi direte che è un modo per introdurre un discorso, per rompere il ghiaccio. Giusto, da lì posso arrivare alle mie malattie infantili o alla prima volta che sono stato interrogato alla cattedra o al primo vaffanculo o alla serie di pestaggi subiti o alla noia leopardiana o alla musica di Knopfler o...
     
    Quello che non mi piace è che sia diventata una sorta di passaggio (più correttamente incipit) obbligatorio di qualsiasi discussione, debba essa riguardare i funerali di Tizio o la festa da Caio o l'esame di Diritto del lavoro. E' una sofferenza per me dover rispondere "bene bene grazie tu?" (il più delle volte non lo chiedo, ma succede che la forma modifichi la sostanza. Intendo il lavaggio del cervello) ricevendo come risposta un convinto "tutto a posto", per poi cadere nel famoso silenzio imbarazzante (eccolo qui! Perchè è qui che ti accorgi di non avere nulla da dire, spesso. L'imbarazzo sta nella volontà di coprire un vuoto che si cerca di nascondere. Fra chi è consapevole l'imbarazzo non nasce mai, o quasi...).
     
    Volete sapere come sto? Non domandatemelo mai.
    September 21

    Costringersi ad esistere

    Lo so che lo avevo promesso, lo inserirò una delle prossime volte. Non è semplice come sembra convincersi che un proprio lavoro va bene e che altre persone possano apprezzarlo per come si presenta senza pensare (ma non dire)  che in realtà molte cose potrebbero essere cambiate, o che l'atmosfera non è quella giusta, o che in definitiva sembra la parodia di se stesso. Ma non tutto può piacere a tutti, no?
     
    Stavolta ho una (in realtà sono di più) domanda per voi. Se lei/lui ti ha tradito ma dice, giura, piange di amarti ancora, che fai? Voi rispondereste "dipende"? Oppure vi siete dati una regola generale (che valga per QUALSIASI caso)?
     
    "Se mi ha tradito e con il pensiero di me nella testa non è riuscita a dire di no quando poteva, vuol dire che non mi ama. Quindi non ha senso che io continui a stare con lei.". Sì o no?
     
    Inoltre: L'amore deve farci sentire sereni oppure deve renderci deboli ed insicuri?
     
    Rispondete, coraggio, un due tre, quello che volete. Usate la testa e il cuore.
    August 26

    Il blu non ha corpo

    Saaaalve.
    Sono tornato dalle vacanze. Sono stato a Baia Domizia, sotto Gaeta. Tornando qui a Treviso ho fatto tappa in Abruzzo e in Umbria. Tutto questo per dire che le vacanze sono finite.
     
    Comunque. La calma e la razionalità dovrebbero costituire la base per qualsiasi contatto fra persone. E il condizionale è d'obbligo (non nel senso che in realtà non devono, ma che l'analisi empirica porta ad altre verità, cioè che non lo sono). Spesso si è assorbiti da se stessi e dalle passioni momentanee, dai propri pensieri, dalle proprie confusioni... Basterebbe annullarsi un attimo e porsi dal punto di vista del non-io. E invece. Ma è difficile, tremendamente difficile. Sempre meno viene valutato il rispetto verso l'altro, che io considero la cima più alta e più importante che ogni persona deve sforzarsi di raggiungere.
     
    Così, un pensiero di un momento, nulla di più. Qualche riga, nulla di più.
     
    Ho pensato che la prossima volta posterò l'inizio di una mia storia. Romanzo? Non ho certe ambizioni. Forse.
     
     
     
    August 06

    Qualcuno dica sì

    In realtà è una comunicazione di servizio.
    Lasciate l'indirizzo del vostro space se scrivete un qualche commento, sempre che non vi vergogniate, così vengo a visitarvi...Capito, Mikela, chiunque tu sia?? Sarò anche simpatico, ma suvvìa, non sono pericoloso :-)...
     
    Beh, visto che ci sono... Suonare con i veri musicisti sta diventando sempre più difficile per me. Non perchè non riesca a star loro dietro (stiamo scherzando?), ma perchè ho notato che più si avanza nella conoscenza dell'universo musicale, più si tende a scegliere musica tecnicamente difficile, che non ha però alcuna spinta emotiva, che non trasmette niente. A me piace sempre invece scegliere canzoni con una melodia forte, riconoscibile, non mi interessa il groove, voglio che l'ascoltatore rimanga in contatto con me per tutta la durata della canzone, che si lasci trascinare, che si abitui, che in un minuto la canzone gli diventi familiare. E alla fine non ci sarà "bravo", ma "bello".
     
    E scusate se è il secondo intervento in poco tempo. Tanto fra una settimana vado in vacanza. Ah ah...

    Inizio

    Io non ho la pazienza di gestire un blog. Ci vuole tempo e sinceramente mi sono già stufato. Ogni tanto inserirò qualcosa giusto per vedere quel simpatico asterisco accanto alla mia foto. Prima o poi inserirò delle foto appropriate. Entro questa settimana, comunque.
     
    Vi parlerò......di cosa? Beh ogni tanto di pensieri futili, ogni tanto di elucubrazioni memorabili. Più che altro, delle mie incazzature, perchè sono le cose più divertenti al mondo.
     
    .....Ma che cazzo sto dicendo?